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Piazzetta "MONTAGNANA"

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Il giorno 8 OTTOBRE 2016 si è intitolata la piazzetta, di fronte al Teatro Comunale Ballarin, al grande liutaio lendinarese DOMENICO MONTAGNANA che non tutti conoscono.
Allo stesso è intitolata una via anche nella zona vicino a Via Duode, ma si è pensato di dare ancora più visibilità al Montagnana presso i lendinaresi soprattutto, intitolando la piazzetta del teatro, per renderli così consapevoli che gli strumenti del nostro concittadino del fine 600, sono conosciuti in tutto il mondo e quotati a prezzi molto alti.

E' quindi con orgoglio che possiamo dire che Domenico Montagnana è nato a Lendinara il 24 giugno 1686 da un artigiano di nome Paolo e da Andriana Spinelli.
Si sposò con Cattarina Berti con la quale ebbe sei figlie che continueranno l'attività alla sua morte. La quarta, di nome Antonia-Anna, sposò il liutaio Giorgio Serafin con il quale le sorelle Montagnana stipuleranno una specie di patto societario.

Il Montagnana ebbe relazioni professionali con molti musicisti importanti dell'epoca: agli inizi del 700 a Venezia il mercato liutario era davvero imponente. Fu così che nel 1699 si trasferisce a Venezia, diventa allievo e aiutante del grande liutaio veneziano MATTEO GOFRILLER e avvia un' attività in proprio in Calle degli Stagneri tra il 1711 e il 1712. Per un periodo sembra abbia anche frequentato la scuola cremonese con un altro grande liutaio MATTEO SELLAS.
La fama di DOMENICO MONTAGNANA con il tempo cresce sempre più tanto che gli ha permesso di condurre una vita più che agiata e comperare molte proprietà.

All'inizio è possibile abbia costruito strumenti a pizzico, solo più tardi, dopo il periodo cremonese, è passato a costruire quelli ad arco. Realizzò violini basandosi almeno su due modelli: uno di dimensioni più piccole e con bombatura più alta e uno di dimensioni maggiori e con bombatura più piatta. Questo secondo modello concerne strumenti da concerto di prima categoria ammirati e ricercati come pochi altri. Apprezzatissimi anche le viole e i contrabbassi ma soprattutto i VIOLONCELLI, considerati alla stregua di quelli di A. Stradivari, adatti per i pezzi da solista.

La scelta dei materiali è accurata: acero per il fondo, abete con venatura fino al centro per la tavola armonica. Le vernici, dal colore arancio-rosso al marrone scuro, sono passate due volte. La seconda mano veniva data prima che asciugasse completamente la prima perchè venisse quella tipica " screpolatura" superficiale molto bella a vedersi.
Si hanno fonti attendibili della costruzione di 80 violini, 2 viole, 20 violoncelli, 2 contabbassi con quotazioni molto elevate e che raggiungono vertici da record nel caso dei violoncelli.

DOMENICO MONTAGNANA muore a Venezia il 7 marzo 1750.

A seguire l'intitolazione della Piazzetta a Domenico Montagnana, un concerto di strumenti ad arco al Teatro Ballarin con il QUARTETTO GUADAGNINI, contattato e proposto dal musicista lendinarese LEONARDO FINOTTI.


ALDA MARCHETTO


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