Santuario del Pilastrello - LA CAPPELLA DELLA CROCIERA DI SINISTRA

 
Fino al 1795 fu cappella della Madonna quando l'altare marmoreo venne traslato nel presbiterio. Al suo posto fu collocato un altro altare in marmo di Carrara con intarsi in marmo verde di Verale proveniente, congiuntamente a quello della crociera di destra dedicato a S. Antonio, dalla chiesa di S. Francesco d'Este (1808).

   La cappella attualmente è dedicata a S. Giovanni Battista. La pala dell'altare ritrae la scena del Battesimo di Cristo (olio su tela centinata, cm. 206 x 135) del pittore veronese Francesco Montemezzano (Verona 1540? - Venezia dopo il 1602), discepolo di Paolo Veronese. Il dipinto raffigura il Cristo mentre riceve il battesimo da S. Giovanni Battista nell'atto di versare l'acqua sul suo capo, illuminati dalla luce dello Spirito Santo sotto forma della tradizionale colomba. Ai piedi del discepolo l'agnello sacrificale. L'ispirazione dell'opera deriva prevalentemente dal repertorio figurativo del Veronese. Gli storici e critici d'arte datano l'opera in modo differente ma si suppone più realistico farla risalire intorno al 1581, periodo di massima adesione del Montemezzano alle idee e alle concezioni plastiche del Veronese.
 
La cupola della crociera è ornata dalle pitture a fresco di Giovanni Battista Baldi.
 
Ai lati dell'altare, fino a poco tempo fa, erano poste due magnifiche tele di Angelo Trevisani, ora collocate nella parete sinistra della rampa di scala parallela alla tribuna che conduce al Sacro Simulacro. Raffigurano due eventi miracolosi della Madonna. La giovane Francesca Bimbato, annegata nel Canalbianco, viene ritrovata viva per intercessione della Vergine del Pilastrello, il 19 luglio 1613 (olio su tela, cm. 320 x 152) e La giovane Lucia Zante resuscitata durante il suo funerale (olio su tela, cm. 320 x 152).
 
La prima tela illustra un miracolo descritto dall'abate Marco da Lendinara e raffigurante «sulla riva del fiume, a destra, una vecchia e un giovane con le mani giunte, che ringraziano la Madonna per il ritrovamento della giovane Francesca, scomparsa nelle acque del Canalbianco. Nella zona superiore sta la Madonna con il bambino, seduta su un trono di nuvole che, su indicazione dell'angelo a destra, interviene a salvare la giovane, immersa nelle acque. A sinistra, due giovani su una barca si apprestano a trarre in salvo la giovane miracolata. Sulla riva del fiume si vedono un cesto con panni e una cassetta; in alto a destra, due cherubini» (Brandolese, 1990, pag. 149-50).
 
La seconda tela «illustra il miracolo della Madonna che riporta in vita Lucia Zante durante il funerale celebrato l'11 febbraio 1593. La giovane è a sinistra, seduta dentro il sarcofago, a mani giunte e con lo sguardo rivolto verso la Madonna che le appare in alto, fra due angeli e due cherubini. Alle spalle della resuscitata, un sacerdote e un chierichetto con la croce in mano; a destra in primo piano, una donna a braccia aperte e due giovani; davanti al sarcofago, a terra, l'acquasantiera» (Brandolese, 1990, pag. 149).