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Fratelli Canozi


LE PITTURE LIGNEE DI LORENZO E CRISTOFORO DA LENDINARA

A partire dalla seconda metà del Novecento la storiografia dell’arte avviò il processo di rivalutazione di un fenomeno artistico di assoluto rilievo nel nostro Rinascimento: l’intarsio ligneo.

canozi1Tra i maestri intarsiatori i Canozi da Lendinara rappresentarono l’eccellenza, la punta di diamante nella sperimentazione di una tecnica artistica in continua evoluzione.
E’ merito indiscusso di Pier Luigi Bagatin avere delineato ed approfondito, attraverso una assidua ed appassionata ricerca, la storia e l’opera completa di una famiglia e di una bottega contese per la loro riconosciuta abilità da una colta committenza ecclesiastica ed aristocratica. Bagatin, dopo la prima monografia del 1987, ha riconsiderato sulla base dei più recenti studi e delle sopravvenute scoperte archivistiche, la carriera e le opere dei due fratelli che, dalla nativa Lendinara, approdarono a Modena, a Parma e a Padova.

Ma la giovinezza dei Canozi e la loro formazione si legano allo Stato Estense, alla corte umanistica di Ferrara ed alla personalità del grande ebanista Arduino da Baiso che, con l’ aiuto di Lorenzo e Cristoforo, realizzò nella metà del Quattrocento lo studiolo della delizia di Belfiore; il più splendido esempio di luogo della mente è perduto: ma se dovessimo ricercare nel volume di Bagatin le pagine più suggestive certamente la scelta cadrebbe sull’ampio spazio dedicato alla ricreazione di un ambiente la cui intima spazialità trovava proprio nelle tarsie il suo confine.

Questi artisti, che sapevano di intaglio e di tarsia, canozi2furono i veri divulgatori della scienza della prospettiva rinascimentale: l’ingegno matematico, congiunto a una raffinata sensibilità pittorica nella scelta e nell’accostamento delle essenze lignee, trovò esaltazione nei pannelli dei cori, dei cassettoni, degli stipi, degli studioli di chiese, monasteri e residenze signorili.

Lorenzo e Cristoforo Canozi divulgarono nell’alta Italia, tra il 1460 e il 1490, una poetica assolutamente originale dell’arte dell’intarsio. Il loro stile spoglio, essenziale, devoto ai canoni di Piero della Francesca fu esaltato nella rappresentazione di vedute urbane, nature morte, strumenti musicali, oggetti liturgici e domestici, libri e figure di Santi.

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